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Cosa vedere nel centro di Benevento in un pomeriggio

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Benevento, conosciuta un tempo anche come la città delle streghe, si è rivelata una vera sorpresa. Sempre incuriositi dalla storia della città sannitica, in realtà ci siamo stati  quasi per caso, una domenica pomeriggio di qualche settimana fa, e ne siamo rimasti affascinati, tanto noi quanto il nostro piccolo. E abbiamo in programma di tornarci. Ecco perché.

Ebbene sì. Sono Campana, una Salernitana DOC e, pur avendo Benevento a pochi km di distanza, ammetto che in 32 anni ancora non ci avevo messo piede. E forse neanche ce lo avrei messo per chissà quanto altro tempo ancora. L’occasione, se così vogliamo chiamarla, è venuta dalla necessità. Con mia suocera ricoverata all’Ospedale di Benevento e il mio compagno che faceva avanti e indietro tutti i giorni per starle accanto, una domenica pomeriggio little D. e io siamo andati con lui a trovare la nonna. E a quel punto ne abbiamo approfittato per visitare anche la città.

Una gita fuori porta improvvisata all’ultimo minuto e con poco tempo a disposizione, ma sufficiente a scoprirne i principali tesori, alcuni dei quali Patrimonio dell’Unesco, la maggior parte collocati lungo il grazioso ed elegante Corso, nel centro della città.

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Benevento, storia e leggende della città delle Janare.

Secondo una leggenda, la costruzione di Benevento è da far risalire all’eroe greco Diomede, approdato in Italia dopo la distruzione di Troia, che qui avrebbe portato la zanna del cinghiale Calidonio, divenuto simbolo di Benevento. Leggende a parte, però, più realisticamente sembrerebbe che la fondazione della città sia dovuta agli Osci prima e ai Sanniti poi. Proprio da queste origini deriverebbe, infatti, il nome antico della città “Maleventum“, comparso per la prima volta nella storia romana nel 314 a.C. Ma la storia di Benevento è ben più ricca: sul suo suolo si sono combattute diverse battaglie delle due guerre puniche, durante le quali venne definita centro fiorente del Sannio meridionale. In seguito fu scelta da Traiano come punto di partenza per la strada che porta il suo nome (la via Traiana, appunto, che s’interseca con la via Appia e collega Benevento a Brindisi).

Nel Medioevo è stata anche sede vescovile, ma ha poi subito diverse invasioni, Visigoti, Vandali, Goti e Longobardi (che vi governarono per lungo tempo) e, infine, i Normanni. E, a pensarci bene, come potrebbe una città così ricca di storia, non conservare ancora dei simboli e dei tesori delle sue dominazioni e delle sue epoche.

Per non parlare del fascino delle leggende e dei misteri che ancora sopravvivono nella credenza popolare della città e che ci fanno conoscere Benevento anche come la città delle streghe, o delle janare. Fama dovuta agli antichi riti pagani celebrati dai Longobardi lungo il fiume Sabato, in alcuni dei quali delle donne urlanti saltavano intorno ad un albero di noci a cui venivano appesi dei serpenti, mentre in altri delle sacerdotesse celebravano riti e feste religiose di notte nei boschi. Da qui partirono diverse persecuzioni a quelle che venivano ritenute delle streghe da parte della Santa Inquisizione.

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La Rocca dei Rettori, il punto più alto del centro storico.

Il nostro piccolo viaggio alla scoperta della città Sannita è partito da quello che può essere definito il punto di partenza del Corso Garibaldi, ovvero dalla Rocca dei Rettori, conosciuta anche come Castello di Benevento, situata nel punto più alto del centro storico della città, innalzandosi sulle valli dei fiumi Sabato e Calore e sulla via Appia e quella Traiana.

Un tempo edificio termale edificato dai Romani, nel Medioevo prese il nome attuale quando divenne sede dei Rettori, governatori del Papa. Qui ancora si distinguono il Torrione angolare, di origine longobarda, e il Palazzo dei Governatori, costruito dai Pontefici. Oggi è sede della Provincia di Benevento e della sezione storica del Museo del Sannio.

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Purtroppo siamo arrivati in orario di chiusura e non abbiamo potuto visitare ne’ l’interno della Palazzo ne’ i giardini panoramici, ma siamo riusciti a scorgere alcuni tratti di quello che ci è sembrato essere un bellissimo panorama a perdita di vista sulle due valli sottostanti. Nel giardino, inoltre, si trova il lapidario dei miliarii della via Traiana e alcuni reperti dell’architettura romana.

Chiesa di Santa Sofia, un tesoro da Patrimonio dell’Unesco.

Sapendo che andavamo a Benevento, mia madre che mi conosce molto bene, si era ben raccomandata di non perdermi, in particolare, Santa Sofia. E infatti, continuando sul Corso Garibaldi, dopo pochi metri dalla Rocca dei Rettori, tra palazzi eleganti, bar e vivaci ristoranti, ci siamo trovati davanti la piccola Chiesa di Santa Sofia, che, a dirvela tutta, è quella che mi ha colpito più  in questa nostra breve incursione a Benevento. Ah, le mamme quante ne sanno!

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Santa Sofia è una piccola chiesetta, una vera e propria perla, di origini longobarde, costruita nel 760 circa su una pianta stellare e oggi una delle più importanti tra le chiese della Longobardia Minor. La facciata esterna su cui spicca il portale romanico, è molto semplice nei decori, ma particolare nella struttura. L’interno, invece, è caratterizzato da una forma circolare e da un’originale disposizione delle colonne: 6 al centro, probabilmente appartenute al tempio di Iside, a formare un esagono e collegate tra loro da archi che sorreggono la cupola; intorno un anello di 8 pilastri e 2 colonne ai lati dell’ingresso.

Una piccola chiesa preziosa, iscritta nel 2011 nella lista dei beni del Patrimonio Unesco.

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Basilica di San Bartolomeo Apostolo.

Io sono una di quelle a cui piace entrare anche nelle Chiese apparentemente anonime e di minore importanza, perché so che dietro le porte più piccole possono nascondersi le sorprese più belle, soprattutto quando si parla di Chiese. Siamo partiti per Benevento senza sapere davvero cosa vedere, senza preparazione, così all’avventura e, per fortuna, come da mia abitudine, ho varcato la soglia di quella che ho poi scoperto essere la Basilica di San Bartolomeo Apostolo, in Piazza Federico Torre, sempre sul Corso Garibaldi.

L’attuale Chiesa di San Bartolomeo prende il nome da due Chiese omonime andate distrutte. Fu fatta ricostruire da Benedetto XIII e nel 1729 vi fu traslato per l’ultima volta il corpo del Santo. Costituita da un’unica navata e da due cappelle laterali, la Basilica è decorata da stucchi in predominanza di colore azzurro.

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L’Arco di Traiano.

Da un incrocio con il Corso Garibaldi, guardando alla nostra destra abbiamo scorto il bellissimo Arco di Traiano, che ormai illuminato dalle luci della notte ci ha regalato una bella emozione.

Si tratta dell’arco celebrativo fatto costruire per l’apertura della via Traiana e il meglio conservato dal punto di vista dei rilievi. E’, infatti, caratterizzato da ricche decorazioni scultoree che sono visibili anche da metri di distanza e che rappresentano sia scene di pace, sul lato interno, che di guerra, sul lato esterno.

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La Cattedrale Metropolitana di Sancta Maria da Episcopio: il Duomo di Benevento.

Non ho visto tutto quello che c’è da vedere a Benevento, ma di quello che ho visto il Duomo è di sicuro ciò che mi è piaciuto meno. O meglio non mi è piaciuto per niente. Mia modestissima opinione, ma viva la sincerità. Certo è imponente ed importante sia dal punto di vista religioso che storico, ma de gustibus…

In ogni caso c’è da dire che fu il primo tempio per il culto cristiano costruito a Benevento, nel cuore dell’antica città romana e che nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, ampliamenti e che, proprio per questo, in esso non si riconosce un’unità stilistica. Raso al suolo dagli alleati subito dopo l’armistizio nel 1943, fu poi interamente ricostruito e nel frontespizio sono ancora visibili il campanile quadrato e la vecchia facciata romanica di marmo bianco e l’antica cripta della chiesa originaria con affreschi del 300.

Di rilievo anche l’imponente Janua Maior, la porta di bronzo risalente al XIII secolo nell’atrio della Cattedrale e ricca di dettagli.

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A presto Benevento.

Dal Duomo siamo stati attirati da un lungo viale affollatissimo e decorato da luci e, essendo ormai ora di cena, ci siamo incamminati per capire cosa si stava festeggiando. Ci siamo trovati, come sempre per caso, sul viale Principe di Napoli nel Rione Ferrovia dove si stava celebrando la Madonna di Costantinopoli, facendo capo alla Chiesa omonima che si trova in questo quartiere.

Ci siamo trattenuti qui per scoprire un altro aspetto di Benevento e ci siamo mischiati alla folla, ma dopo cena era ormai tempo di tornare a casa. Con un bilancio positivo e con la voglia di fare di nuovo visita a Benevento. Ci resta ancora tanto da vedere, la prossima volta il Teatro Romano non mi sfuggirà!

Venite anche voi?

 

 

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