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Tour della Sicilia Orientale a misura di famiglia

Della Sicilia ci si innamora senza rimedio. Puoi girare il mondo intero, ma quest’isola ti si fissa nel cuore e nella mente. Così, anche quest’anno, per il nostro viaggio-vacanza di famiglia estate 2017 abbiamo scelto Lei, puntando questa volta sulla costa della Sicilia Orientale per un mini tour di 7 giorni. Un itinerario indimenticabile da Taormina a Marzamemi, facendo base nella bellissima isola di Ortigia, la parte più antica di Siracusa.

Abbiamo deciso di avere come base proprio l’isola di Ortigia e da qui muoverci all’esplorazione dei dintorni di Siracusa e di questo bellissimo e ricco tratto di costa. Un viaggio-vacanza di famiglia, tra mare e cultura. Ma allo stesso tempo, essendo già provati da un anno difficile e viaggiando con il nostro piccolino, abbiamo cercato di mantenerci molto liberi, senza fare programmi serrati e prefissandoci di fare e vedere quello che potevamo e riuscivamo. Perché un viaggio itinerante, si sa, è sempre faticoso, ancora di più se si ha poco tempo a disposizione, se si viaggia con un bambino e se si vogliono coniugare mare e gite. E noi, infatti, abbiamo cercato di non farci mancare ne’è l’uno ne’ l’altro.

Prima tappa: soggiorno nell’Isola di Ortigia.

Sicilia Orientale - Tempio di Apollo - Isola di Ortigia

Ortigia ci ha messo poco a farci innamorare con i suoi affascinanti vicoli, ridondanti di arte, storia, magia, mito, cultura, vitalità, locali, ristoranti, negozietti, i suoi monumenti, i siti archeologici, le Chiese e i palazzi antichi, il suo porto e il suo mare, i bar per aperitivi e discoteche all’aperto fino a tarda notte. Ovunque ci si giri, Ortigia riserva sorprese su sorprese, dalle antiche palazzine ai vicoletti, dal lungomare al porto, dalla piazza Del Duomo fino alla mitologica Fonte Aretusa, dal Tempio di Apollo al Castello Maniace. E la lista non è finita qui.

Vale davvero la pena visitare e godersi Ortigia e il suo fascino. Da non perdersi assolutamente un giro nell’antico quartiere ebraico della Giudecca, che conduce alla Chiesa di San Giovanni Battista, per me entrata nella top 5 delle cose che più amato di questa antichissima e magica isola, e la vista panoramica dalla terrazza del Largo Aretusa, da dove potrete ammirare la punta estrema di Ortigia con il il Castello Maniace e scorgere di fronte a voi tutta la costa siracusana che scende verso sud a partire dalla Riserva Naturale del Plemmirio. Bellissima e suggestiva anche la vista dalla terrazza del Forte Vigliena, dalla parte opposta dell’Isola, da cui il mare sembra sempre più cristallino e da cui s’intravede l’odierna Siracusa con l’imponente e moderno Santuario della Madonna delle Lacrime, visibile quasi da ogni angolo della città.

Seconda tappa: Noto. La Capitale del Barocco Siciliano.

Sicilia Orientale - NOTO

Dopo un’intensa giornata di mare, siamo arrivati a Noto che era già buio, ma abbiamo potuto comunque concederci una piacevole passeggiata per il suo centro storico, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, che trasuda barocco da ogni parte e che ti rapisce ad ogni angolo.

Definita, non a caso, la Capitale del Barocco, Noto è ricca di storia e fascino, ma anche piena di vita, grazie alle centinaia di turisti e visitatori che ne affollano le strade e i locali anche a tarda sera in un giorno di fine agosto. Già camminare per il suo centro storico, al quale si accede dalla Porta Reale o Ferdinandea, consente di respirarne la storia e la magia e di scoprirne i suoi angolo più belli. Obbligatoria la visita alla sua imponente Cattedrale e Basilica di San Nicolò che si erge su Piazza Municipio dall’alto dell’ampia scalinata. Dopo averne visitato l’interno a 3 navate ed averne ammirato le preziose opere d’arte, sedetevi su uno dei gradoni e godetevi la splendida facciata esterna in pietra calcarea tenera in pieno stile tardo barocco, che di sera assume sfumature davvero suggestive. Di fronte a voi, invece, potrete osservare la facciata convessa di Palazzo Ducezio, il Palazzo del Municipio, il cui stile architettonico è chiaramente ispirato allo stile di alcuni edifici francesi.

Noto è un Museo a cielo aperto, continuando a camminare e ad “infilarvi” nei suoi vicoli, vi imbatterete in altri dei suoi edifici più belli e importanti. Tra questi anche il Palazzo Nicolaci di Villadorata (al numero 1 della mia personale classifica dei preferiti a Noto), nella strada in cui ogni anno ha luogo la celebre infiorata. Particolarissimi i suoi 6 balconi con mensoloni tutti diversi l’un dall’altro, dove sono scolpiti leoni, chimere, sirente, etc.

Terza tappa: la bella Taormina.

Sicilia Orientale - Taormina

Di certo non vicinissima a Ortigia, ma una volta in Sicilia, meglio approfittarne (anche se 1 h e 30 di viaggio a tratta non è poco in un caldo giorno d’estate e con un bambino). E finalmente eccoci a Taormina. Ovviamente di giorno ci siamo concessi un bel bagno sull’incredibile spiaggia dell’Isola Bella di Mazzarò, ma il pomeriggio e la sera li abbiamo trascorsi a Taormina, raggiunta, ovviamente, con la Funivia, dalla cui cabina ci siamo potuti godere il magnifico panorama offerto al tramonto.

Taormina è davvero una perla unica al mondo. Dall’alto dei suoi 206 mt dal livello del mare e dalle sue terrazze, si apre uno spettacolo unico per il cuore e per gli occhi: bellezze naturali incredibili si rincorrono, fino a mostrare la cima dell’Etna. Anche Taormina, fino a tarda sera, pullula di turisti rilassati che passeggiano o che si godono un aperitivo in uno dei tanti ristoranti, bar e locali, godendosi l’atmosfera unica di questa cittadina. E anche se camminare piacevolmente a Taormina, però, può risultare spesso un’impresa ardua, considerata la quantità di persone che ne affollano le stradine, ne vale la pena.

Purtroppo non abbiamo potuto visitare l’Antico Teatro Greco di Taormina, causa concerto di non ricordo quale gruppo, ma ci siamo concessi diverse soste per visitare Palazzo Corvaja e la vicina Chiesa di Santa Caterina, oltre che la Chiesa di San Giuseppe in Piazza IX Aprile, dove abbiamo goduto di un bellissimo panorama nell’atmosfera unica di questa piazza, resa ancora più esclusiva dalla presenza di abili musicisti in un’esibizione live. Continuando a camminare, rapiti dai suggestivi vicoli che si susseguivano su ogni lato, siamo giunti nella pullulante Piazza della Cattedrale. 

La nostra tappa a Taormina si è conclusa proprio qui, in Piazza della Cattedrale, in una tarda notte di agosto, stanchi, ma contenti. Il ritorno ad Ortigia, però, non era più da rimandare. E, quindi, arrivederci Taormina.

Quarta tappa: Siracusa e il Parco Archeologico della Neapolis.

Siracusa Orientale - Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa

Approfittando di un giorno di brutto tempo, abbiamo lasciato l’isola di Ortigia per andare alla scoperta della parte di Siracusa sulla terraferma, rigorosamente a piedi. Siracusa è una città ultra-millenaria, un tempo addirittura rivale di Atene. E’ inevitabile, quindi, immaginare quanto ancora ci sia sepolto e da scoprire ed è altrettanto inevitabile che sia diventata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Tra i principali luoghi d’interesse e di culto di questa parte della città, appena lasciata Ortigia alle proprie spalle, vanno menzionati la Chiesa di San Tommaso al Pantheon, al cui interno sono conservate le spoglie dei soldati siracusani caduti durante la I guerra mondiale, ed il Santuario della Madonna delle Lacrime, la cui punta è visibile quasi da ogni parte della città e da Ortigia. Costituito da una cripta e da un tempio superiore, è caratterizzato da un particolare corpo conico in cemento armato che raggiunge un’altezza di 74 metri, alla cui sommità svetta la statua della Madonna in bronzo dorato. Anche questo un edificio moderno che non ho apprezzato.

Siracusa Orientale - Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa

Abbiamo saltato, per questioni di tempo, la visita alle Catacombe della Chiesa di San Giovanni, dove la tradizione vuole che vi siano conservate le spoglie del primo protovescovo di Siracusa, San Marciano, e che merita, però, almeno di essere osservata dall’esterno.

Il resto della giornata lo abbiamo passato al Parco Archeologico della Neapolis, dove sono collocati numerosi reperti archeologici che raccontano la storia delle varie epoche di Siracusa. Qui il tempo si ferma e si respira aria di mito e di storia, di un mondo che non c’è più. Dalla Chiesa di San Nicolò ai Cordari con la sottostante Piscina Romana all’anfiteatro romano con l’Arco trionfale di Augusto e i sarcofagi di pietra, dall’Ara di Ierone II al meraviglioso Teatro Greco di Siracusa, dalla cui sommità si scorge Siracusa e il Santuario della Madonna delle Lacrime. Suggestive anche le Latomie siracusane, da non perdere quella del Paradiso con l’Orecchio di Dionisio e la Grotta dei Cordari, e la Necropoli Grotticelle dove si trova la presunta tomba di Archimede.

Voto 10!

Quinta tappa: vivere un sogno a Marzamemi.

Sicilia Orientale - Marzamemi

Il nostro tour della Sicilia sud Orientale si è concluso a Marzamemi, un piccolo borgo marinaro nei comuni di Pachino e Noto, più a sud di Tunisi! Ancora prima di partire, Marzamemi era diventato per me tra le tappe principali di questo viaggio e le aspettative non sono state deluse.

Di sera, come di giorno, Marzamemi e i suoi colori ti catapultano in un sogno ad occhi aperti. Non c’è angolo di questo borgo che non sia coinvolgente, affascinante, magico. Camminare lungo il suo lungomare, tra ristoranti, mercatini di artigianato e locali è un vero piacere. Giunti al centro di Piazza Regina Margherita, circondata dalle caratteristiche casette dei pescatori, si scorgono sui due lati opposti la Chiesa Nuova e quella Vecchia, costruita in pietra bianca, entrambe dedicate a San Francesco di Paola. Qui si trova anche il Palazzo del Principe di Villadorata, risalente al 1752 e costruito in pietra arenaria. Tra i luoghi di maggior interesse di Marzamemi c’è, senz’altro, la Tonnara, insieme ai porticcioli naturali della Balata e della Fossa.

Ci siamo avventurati e innamorati tra i suoi vicoli pieni di colori, luci e vita, della sua atmosfera marinara, delle casette in pietra con il tetto spiovente, delle porticine colorate e del suo fascino.  Sì, Marzamemi merita senz’altro il rischio di perdere la testa per lei!

Vi avverto, lasciare la Sicilia non sarà facile. Noi stiamo già pensando al prossimo anno.

 

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